Il consorzio ZAILog

(FERPRESS) - Venezia, 23 MAR - Il Porto di Venezia è risultato capofila e vincitore del progetto europeo TalkNET - Transport and Logistics Stakeholders Network - il cui obiettivo è di sviluppare azioni a supporto dell'attivazione di nuovi servizi intermodali. TalkNET infatti prevede di implementare e promuovere il coordinamento tra gli stakeholder della catena logistica del trasporto merci nel centro Europa, per rendere più efficienti ed eco-compatibili i nodi logistici (porti ed interporti) e supportare l'implementazione di nuovi servizi e piccole infrastrutture.

Il progetto è finanziato al 100 per cento, di cui l'80 per cento dal programma CENTRAL EUROPE con fondi FESR e il rimanente 20 per cento dal Fondo di rotazione nazionale; la durata prevista è di 36 mesi e il budget totale è di circa 2.9 milioni di euro. Nell'ambito TalkNET, Venezia ha presentato un progetto, del valore di circa 420 mila euro, di cui è capofila insieme a 15 partner quali: la Regione del Veneto, il Consorzio ZAI Quadrante Europa, i porti di Trieste, Koper e Rijeka, il porto di Budapest, il porto di Bratislava, la regione polacca della Pomerania Occidentale, il porto di Stettino, l'Agenzia di sviluppo della Regione Ústí (Repubblica Ceca), il Porto di Haldensleben (Germania), la Camera di commercio italo-tedesca di Monaco, gli operatori ferroviari Rail Cargo Ungheria e Lokomotion (Germania) e l'operatore logistico Codognotto (Polska).

Il progetto presentato dall'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale vede coinvolti anche gli altri porti del NAPA (North Adriatic Ports Association) e prevede di realizzare studi di fattibilità e analisi per il miglioramento dei collegamenti portuali con i mercati dell'Europa centrale, in particolare del sistema di gestione ferroviaria in porto per sviluppare l'interoperabilità e l'integrazione con i corridoi ferroviari merci, rimozione di colli di bottiglia della capacità operativa del nodo, connessione multimodale dell'ultimo miglio, potenziamento dei servizi multimodali esistenti/nuovi servizi; utilizzo di carburanti alternativi ed efficientamento energetico.

Nell'ambito del progetto veneziano si prevede di avviare sin da subito alcune azioni pilota che consentano di effettuare dei test di nuovi servizi logistici per il miglioramento di nuovi collegamenti ferroviari tra il porto di Venezia e l'area del centro Europa; e l'uso di strumenti ICT/ITS per l'ottimizzazione delle operazioni ferroviarie/stradali e i collegamenti con i principali corridoi.

"L'intermodalità sarà uno dei punti cardine dello sviluppo dello scalo lagunare nei prossimi anni. TalkNET è un successo importante se si pensa che la scrematura iniziale partiva da un totale di 210 proposte presentate, ridotte successivamente a 50; tra queste Venezia e i suoi partner hanno ottenuto un cofinanziamento del 100 per cento. Ci metteremo subito all'opera, assieme anche agli altri porti dell'Associazione NAPA, per studiare come poter migliorare i collegamenti ferroviari con i mercati del centro Europa mettendo in valore, per quanto ci riguarda, l'enorme patrimonio infrastrutturale di Porto Marghera", ha dichiarato il Presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino.

Fonte: Ferpress, AGENZIA DI INFORMAZIONE, TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E LOGISTICA, https://www.ferpress.it

Author: com

Date: 23 marzo 2017

Infrastrutture. Investimenti fino al 2026 - Gran parte del plafond complessivo (403 milioni) ha già la copertura finanziaria.

Gentile (ad Rfi): "L'obiettivo strategico è allacciare i porti ai grandi corridoi europei".

 

"Vogliamo avvicinare il treno alla nave, realizzando all'interno dei porti e lungo le banchine delle vere e proprie stazioni ferroviarie, sul modello di quanto è stato fatto nel porto di Livorno, per abbattere i costi delle manovre e promuovere il trasporto merci su ferro". Così Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), la società del gruppo Fs Italiane a cui fa capo la gestione dell'infrastruttura ferroviaria del nostro Paese, sintetizza il piano di Rfi per migliorare l'intermodalità del trasporto merci e sfilare quote di traffico alla strada. Entro il 2026, Rfi investirà 730 milioni di euro, di cui 403 hanno già ottenuto la copertura finanziaria, in progetti per potenziare i collegamenti ferroviari sia con i porti, sia con la rete degli interporti. In particolare, per gli scali marittimi sono previsti investimenti per circa 300 milioni - di cui 175 già disponibili grazie all'aggiornamento 2016 del contratto di programmato siglato da Rfi con il ministero delle Infrastrutture mentre la quota rimanente sarà finanziata a breve - che riguardano scali del calibro di Genova, Trieste, Ravenna e Taranto. "L'obiettivo strategico - spiega Gentile - è allacciare i porti alle rete dei grandi corridoi europei Ten-T che attraversano l'Italia: Scandinavia-Mediterraneo, Reno-Alpi, Mediterraneo, Baltico-Adriatico. Un obiettivo fissato dal piano nazionale della portualità e della logistica per rafforzare la competitività del sistema mare e potenziare il ruolo dell'Italia negli scambi internazionali". Una strategia che si sposa con la cura del ferro avviata dal ministro Graziano Delrio e in linea con gli obiettivi dell'Unione Europea: trasferire il 30% del trasporto merci su ferro entro il 2030 e il 50% entro il 2050. [...] Per quanto riguarda gli interporti, è di pochi giorni fa l'accordo tra Rfi e l'interporto Quadrante Europa di Verona. L'intesa prevede un nuovo terminal di carico e scarico con gru a portale, aree di stoccaggio e binari di arrivi e partenza di 750 metri. Il Quadrante Europa potrà cosi sfruttare al meglio l'apertura della galleria di base del Brennero, prevista nel 2026, e la sua posizione strategica che permette di intercettare due corridoi europei Ten-T, Scandinavia-Mediterraneo e Mediterraneo.

Fonte: Il Sole 24 Ore, autore Marco Morino, data 19/03/17

 

  • protocollo d’intesa sottoscritto da Matteo Gasparato (Consorzio ZAI) e Maurizio Gentile (RFI)
  • nuovo terminal carico e scarico, aree di stoccaggio e binari di 750 metri
  • sarà progettato sistema viabilità stradale per migliorare flussi merci in arrivo su gomma

 

Verona, 14 marzo 2017

 

Nuovo terminal di carico e scarico con gru a portale, aree di stoccaggio e binari di arrivi e partenze di 750 metri, così come prevedono gli standard europei.

 

Gli interventi per lo sviluppo degli impianti ferroviari e intermodali dell’Interporto Quadrante Europa di Verona sono inseriti nel Protocollo d’intesa sottoscritto dal presidente del Consorzio ZAI, Matteo Gasparato, e dall’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile.

 

In particolare, per l’ingresso Ovest di Verona, saranno realizzati tre binari di arrivo e partenze per l’inoltro diretto dei convogli dalle direttrici Ovest-Est alle aree intermodali del Quadrante Europa. I tre binari potranno essere ampliati fino a costruire un nuovo fascio arrivi e partenze di 10 binari con modulo 750 metri, accogliendo e rilanciando i flussi di traffico da e per i principali porti sui versanti tirrenico e adriatico.

Inoltre, verrà progettato un sistema di viabilità stradale per migliorare le operazioni di booking, stoccaggio e filtraggio delle merci che arrivano su gomma.

 

Gli interventi previsti dal Protocollo d’intesa si inseriscono nel nuovo modello organizzativo e gestionale del comprensorio ferroviario di Verona, in coerenza con il progetto di collegare i principali terminal alla rete ferroviaria, realizzando così un autentico trasporto intermodale gomma/ferro e migliorando la sostenibilità economica e ambientale del traffico merci.

 

“Gli importanti interventi al Quadrante Europa – ha evidenziato Maurizio Gentile, ad e dg RFI – fanno parte del più vasto piano di Rete Ferroviaria Italiana per supportare e incrementare il traffico merci su ferro. Assumano un’importanza ancora maggiore se si considera la posizione strategica dell’Interporto, che intercetta i traffici Ovest-Est, sul Corridoio Mediterraneo, e Nord-Sud, grazie al corridoio ferroviario che va dal Meridione ai bacini industriali europei più importanti e che sarà potenziato con l’apertura della nuova Galleria del Brennero”.

 

Il presidente del Consorzio Zai Gasparato ha sottolineato: “Questo piano di sviluppo ci permette di continuare ad essere i protagonisti del mercato intermodale a livello europeo. Si intensificano sempre più le sinergie tra Consorzio Zai e RFI che permettono di realizzare nuovi traguardi e attività per mantenere ai vertici il modello Quadrante Europa. Abbiamo intrapreso un percorso di realizzazione del terminal da 750 metri unico in Italia per la sua valenza in ambito logistico.”

 

I contenuti del Protocollo rientrano nella cosiddetta “cura del ferro” avviata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in linea con gli obiettivi fissati dal Libro Bianco dei Trasporti dell’Unione Europea: trasferire il 30% del trasporto merci su ferro entro il 2030 e il 50% entro il 2050.

 

Il Quadrante Europa potrà così sfruttare al meglio l’apertura della Galleria di base del Brennero, prevista nel 2026, e la sua posizione strategica che permette di intercettare due Core Corridor europei TEN-T, Scandinavia-Mediterraneo (Helsinki - La Valletta) e Mediterraneo (dalla penisola iberica all’Ucraina). Inoltre, il potenziamento infrastrutturale del terminal si inserisce nel più ampio quadro di investimenti che saranno realizzati sull’asse Torino - Trieste, con il completamento del sistema Alta Velocità/Alta Capacità fra Brescia e Padova.

CIPE: VIA LIBERA AL PRIMO LOTTO

Kompatscher: "Progetto esecutivo entro il 2017". Cantiere da 1.55 miliardi.

"Un enorme passo avanti". Cosi il presidente Kompatscher definisce l'approvazione del progetto definitivo, deliberata ieri dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe). Il primo lotto della tratta d'accesso Fortezza-Ponte Gardena, che già in agosto il Cipe ha promesso di finanziare con 1.55 miliardi, si avvia alla fase di messa in opera. "Entro il 2017, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana, ndr) elaborerà il progetto esecutivo, d'intesa con la Provincia e i Comuni", sottolinea il presidente. Il bando di gara e l'avvio del cantiere sono previsti nel 2018. Calendario alla mano, la tratta d'accesso richiederà circa sette anni di lavori e sarà completata contestualmente al tunnel di base del Brennero nel 2026. "C'è chi, continuamente, teme ritardi o critica, ma alla fine tutto procede". Martin Ausserdorfer dell'Osservatorio Bbt sottolinea cosi lo sforzo di tutte le parti per rispettare i tempi. Nella seduta di ieri mattina, a Roma, il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha infatti approvato il progetto definitivo (e corretto) completando la procedura di autorizzazione. L'ultimo atto preliminare, dunque, per il primo lotto della tratta d'accesso Fortezza-Ponte Gardena. Nel dettaglio, quello esaminato ieri è il progetto finale elaborato da Rete Ferroviaria Italiana e Italferr con il coinvolgimento della Provincia e dei Comuni interessati. Il tracciato si sviluppa per circa 24.7 chilometri, dall'interconnessione di Fortezza fino al bivio per Ponte Gardena e prevede la realizzazione di due gallerie collegate da un ponte di attraversamento sull'Isarco a Funes. Il tunnel Scaleres, lungo circa 15 chilometri, collegherà la stazione di Fortezza all'imbocco della val di Funes, mentre la seconda galleria di sei chilometri partirà dalla fermata di Funes e terminerà a Ponte Gardena. L'intero tracciato sarà interrato, ad eccezione della stazione di Ponte Gardena, del ponte di Funes e della fermata di Funes. I costi sono stimati in 1.55 miliardi di euro e il finanziamento è già stato assicurato dal Cipe in Agosto. "Un simile iter consensuale tra Provincia, i Comuni e Rfi non è fissato per legge - riflette Kompatscher - Grazie anche all'impegno dei rappresentanti politici e al buon rapporto con Rfi è stato possibile concretizzare in modo esemplare questa impegnativa procedura di approvazione del Cipe". Ancora: "La tenacia dei Comuni e il sostegno dell'Osservatorio Bbt hanno permesso di migliorare in modo sostenibile il progetto della tratta di accesso". "In questi anni - fa eco il deputato dell'Svp, Daniel Alfreider - abbiamo lavorato insieme su tutti i fronti, dalle varie leggi di stabilità, agli accordi quadro con le ferrovie di stato e sul piano europeo, per permettere il finanziamento della Galleria di Base del Brennero e delle tratte di accessp. E a coloro che hanno costantemente criticato le nostre iniziative ritenendole impossibili da realizzare, possiamo oggi rispondere, come in passato, con i fatti". Una stoccata a chi, rimarca il deputato, "negli anni ha criticato il progetto". Alfreider sottolinea poi un aspetto: l'esercizio diplomatico tra Provincia, commissario Ezio Facchin, ministri Graziano Delrio e Luca Lotti. "Con il risultato importante di oggi - conclude il capogruppo dell'Svp alla Camera - continuiamo a realizzare il nostro programma anche con il governo Gentiloni".

Studio Confetra sul 2016: per il terzo anno consecutivo il traffico sale ma solo l'aereo è a livelli superiori a quelli pre-crisi.

Prosegue lenta ma costante la ripresa nel settore del trasporto merci. Lo rileva la nota congiunturale del 2016, elaborata dal centro studi Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) intervistando un panel di imprese tra le più rappresentative dei vari settori. Per il terzo anno consecutivo l'andamento del traffico sale per tutte le modalità, anche se solo l'aereo si posiziona a livelli decisamente superiori rispetto a quelli pre-crisi del 2007. Nel dettaglio, la crescita della modalità aerea - che segna +7.4 punti percentuali - risulta accelerata nel secondo semestre dell'anno, dimostrando che il picco stagionale si colloca generalmente a fine anno quando aumentano gli approvvigionamenti delle merci per il periodo natalizio. Il dato è confermato dal numero delle spedizioni aeree che segnano un +4.5 per cento rispetto al +2.3 per cento del primo semestre. Andamento inverso per il comparto stradale che pur chiudendo l'anno con una apprezzabile crescita (+4.4 per cento nell'internazionale a carico completo, +4 per cento nel groupage e +2.6 per cento nel nazionale) ha segnato un rallentamento rispetto al primo semestre dell'anno. Anche il trasporto via mare non prosegue la crescita con gli stessi ritmi che aveva registrato nei primi sei mesi del 2016 (Teu +1.4 per cento; rinfuse solide +0.4 per cento; ro-ro +3.1 per cento), tranne per il transhipment che grazie ai buoni risultati di Gioia Tauro fa segnare un risultato complessivo del +9 per cento. Per le rinfuse liquide la chiusura in lieve calo rispetto al 2015 (-0.4 per cento) sembra più rispecchiare un dato relativo al turnover delle scorte dei prodotti petroliferi, piuttosto che una vera inversione del trend. Degna di rilievo la crescita del trasporto ferroviario che accelera rispetto al primo semestre, passando dal +3.8 al +4.1 per cento, segno di una ripresa di vitalità del comparto anche grazie alla spinta che il governo sta mostrando di voler imprimere attraverso la cosiddetta "cura del ferro". Buone le perfomance del comparto corrieristico che chiude l'anno con un +3.5% nelle consegne nazionali e un +6.5% in quelle internazionali in coerenza con la tendenza produttiva alla riduzione delle scorte e al just in time, nonchè con la continua espansione dell'e-commerce. Nonostante i rischi derivanti dall'instaurarsi di politiche protezionistiche che potrebbero frenare la ripresa dell'economia globale, avverte Confetra, le aspettative di traffico per il 2017 sono ottimistiche che con oltre la metà degli intervistati (54.2%) che stima una crescita, il 43% che stima un trend stabile e solo il 2.8% che prevede il traffico in calo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore. data 09/03/17. autore Marco Morino